SPERO VI PIACCIA COME HO REALIZZATO L' EPILOGO
BUONA LETTURA
VI RINGRAZIO AMPIAMENTE E COL CUORE PER AVERMI LETTO, SONO FELICE CHE SIA PIACIUTA, ANCHE PIU' DI QUANTO CREDESSI.
UN BACIO A TUTTE E SOPRATUTTO ALLA MIA MIKI <3
O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.
Sono passati 8 anni
E’ di nuovo Natale
L’albero è fatto, le luci appese, i regali sotto
l’abete addobbato, la cioccolata calda nelle tazze.
Attendo che mia moglie rincasi con i
bambini dalle ultime compere natalizie.
Nel frattempo mi siedo sul divano in
salotto, chiudo gli occhi e ripenso a quel giorno …
.+.+.+.+.+.+.+.+.+.+.+.+.+.+.+.+.+.+.+.+.+.+.+.+.+.+.+.+.
Risalgo sull’auto scura.
Morto dentro.
Tutto.
Non sento più niente.
Dean riparte e io mi ritrovo seduto
con quella scatola tra le mani.
Il cellulare continua a vibrare nella
mia tasca ma non rispondo e non lo guardo.
Vado alla Holding e sono tutti li che
mi aspettano per la riunione che io ho indetto per oggi che è Natale. Mi
guardano strano, non sono in giacca e cravatta e sembro uscito da un
rave-party.
Mi scuso con tutti, disdico la
fusione, intorno a me un insieme di voci alterate e confuse.
Delego James, uno degli
amministratori, di seguire le pratiche.
E me ne vado.
Non sarà quell’operazione mancata a
rovinarmi la carriera.
Auguro a tutti un buon Natale, do
disposizioni a Jessica di mettere a disposizione dei soci la casa ad Aspen, per
chi voglia andare a passare le vacanze li, e torno in macchina.
Mi faccio portare a casa.
Mi sento male dentro, non potevo
resistere un minuto in più in ufficio come in qualunque altro posto.
Quando sono in camera mia guardo le
cose che mi ha restituito.
Un vecchio dopo barba…
delle medaglie sportive…
qualche libro…
… una maglietta. La stessa maglietta
che Isabella usava per dormire a … scuoto la testa
<<era solo un sogno, un
maledetto sogno!>>
Ma qualcosa dentro di me non vuole
darsi pace. L’immagine di Isabella mi martella la mente.
Splendida, nel tailleur blu e i
capelli lisci e scuri.
Splendida in tuta e converse
consumate.
Splendida in pigiama e arruffata dalla
notte.
Meravigliosa con i nostri figli in
braccio.
Mi alzo, scendo di nuovo in auto. Dean
è sempre più confuso per il mio comportamento. Gli dico di andare
all’aeroporto.
Scendo quasi al volo, mi precipito
alle partenze.
Ho lasciato il suo numero nello
scatolone e non posso rintracciarla al cellulare.
Chiedo informazioni e alla fine riesco
a scoprire il volo di Isabella ma devo acquistare un biglietto per passare e
non ce ne sono disponibili.
La cerco …
La vedo, è ancora al check-in per
fortuna.
La chiamo.
Non mi sente. C’è un sacco di gente in
coda e il brusio è assordante.
-
ISABELLA!!! ISABELLA!!!!
La vedo girarsi attorno, mi ha
sentito.
Dopo poco incrocia il mio sguardo.
E’ imbarazzata e infastidita. Ma
abbandona la fila e mi viene incontro…
- Edward! Sei impazzito!? Che vuoi?
- Te
- COSA?!
- VOGLIO
TE! – e gridandolo le persone iniziano a girarsi verso di noi –
- Smettila! Ci stanno guardando tutti… e poi
che ci fai qui? Che succede, sono anni che non ti vedo, non ti sei più fatto
vivo e ora…
- Si, sono stato uno stronzo, non avrei mai
dovuto partire quel giorno
- Ma sei impazzito, che ti prende?
- Ti prego, ti chiedo solo un caffè, parliamo
- Parlare? Devo prendere un aereo Edward, lo
capisci? Anzi dovresti saperlo, quell’anno ti ho supplicato di non andare a
Londra ma non te ne è fregato niente
- Ho sbagliato, non fare il mio stesso errore,
sono io che ti supplico stavolta
- Io non posso rinunciare, non ora, chi sei tu
per farmi questo – nel frattempo si è involontariamente avvicinata … e molto –
- Voglio rimediare – la guardo fissa negli
occhi, sono sincero e la vedo vacillare per un attimo, abbassa lo sguardo –
- Ma che dici? E’ troppo tardi. Non siamo più
all’università, ora per favore lasciami in pace, vattene, ti prego – le lacrime le
riempiono gli occhi – ti prego Edward, è
troppo tardi
-
No Bella, guardami
-
NO! Mi hai spezzato il cuore Edward, va via, ho la mia vita ora … vattene
Si volta e riprende la fila.
Non si volta più.
Non mi vuole … imbocca il tunnel per
l’imbarco.
Ma in quell’attimo si gira e io sono
lì che la guardo ancora.
Sta piangendo…
… io sto piangendo.
<< La sto facendo soffrire
ancora. >>
Dalle sue labbra vedo solo un debole
“Addio Edward” e sparisce dalla mia vista.
Risalgo in auto e decido di fare una
pazzia.
Pendo il telefono e chiamo Sam.
-
Pronto Sam,
sono Cullen!
-
Mi dica Signor
Cullen
-
Prepara il jet
della società
-
Per quando?
-
ORA!
-
Ma Signore …
-
Prepara il jet
… devo raggiungere Parigi il prima possibile
-
Va bene Signor
Cullen, provvedo subito per il piano di volo e la richiamo appena siamo pronti
a partire.
Vado al mio appartamento, metto il
valigia quello che trovo alla mano, recupero il cellulare di Bella e il mattino
presto mi dirigo alla pista di decollo privata dove c’è Sam ad aspettarmi. E’
stato velocissimo e fortuna ha voluto ad avere il via libera senza troppe
difficoltà.
Mentre sono in volo mi informo, con un
po’ di telefonate, dove si trovi l’ufficio associato dove Isabella lavorerà. Ho
delle conoscenze a Parigi e in poche mosse ho tutte le informazioni di cui ho
bisogno.
Atterriamo e raggiungo l’Hotel.
La mattina seguente vado all’ufficio
legale.
Mi presento alla reception e mi dicono
che la Sig.ra Swan è in riunione.
Attendo anche se mi dicono che dovrò aspettare
molto. Non possono avvertirla della mia presenza. Forse nemmeno ci crederebbe.
Finita la riunione, dopo ore, Isabella
esce dalla sala conferenze e si blocca talmente di colpo a vedermi che credo
stia per cadere dai tacchi altissimi.
La guardo intensamente senza mollare i
suoi occhi e mi avvicino lentamente. Lei non dice nulla … ma scappa via.
La seguo ed usciamo dall’edificio.
Piove … e dopo poco siamo bagnati
fradici.
La fermo dal polso… si gira lentamente
…
-
Edward …
-
Ho visto come sarebbe stata la nostra vita insieme, e credimi è bellissima
- Che stai farneticando?? Cosa ci fai qui, come
hai fatto?
- Ho visto me e te, in una casetta di periferia,
nel New Jersey, calda ed accogliente, ho visto i nostri figli, Lizzy
di 7 anni e credimi sarà un fenomeno col pianoforte e Tyler di 2, dolce e
tranquillo … ho visto la nostra felicità
- Edward … ma cosa? Ti senti bene? Io non
capisco
- Ti supplico Isabella, bevi un caffè con me.
- Edward è impossibile, ormai non siamo più …
- Si che lo siamo. Lo siamo eccome. Lo siamo
sempre stati fin dal primo giorno che ci siamo incontrati e che siamo stati
lontani. Quando tu vai a letto la sera non senti che ti manca in fondo qualcosa
dentro di te? Per me è così da anni e l’ho capito finalmente, mi manchi tu, sei
tu l’altra metà che mi rende completo. Sei tu la mia vita Isabella Swan, io ti
amo
- …
… … -
i suoi occhi si riempiono di lacrime e scendono sulle sue guance rosa
dall’imbarazzo e si confondono con le gocce di pioggia che cadono copiose su di
noi –
- Ti amo Bella, prendi un caffè e parliamo
- Sei venuto fino a Parigi per bere un caffè
con me? – la sua voce debole, incredula e trema tutta, dall’ emozione, dal
freddo, da tutto -
- Sono qui perché ti amo… non ho mai smesso di
amarti, mai!!
- Veramente?
- Si
- oh Edward … non ti ho mai dimenticato … mai!
Mi sembra impossibile ma finalmente è
a pochi centimetri da me. L’abbraccio, la alzo da terra e la stringo. Le scappa
un urlo dalla sorpresa e sorride, mi prende la testa tra le mani e mi accarezza i capelli …
<<il suo tocco, cazzo come mi è
mancato, è lei, le sue piccole, dolci dita>>
Mi guarda a pochi centimetri dal viso.
- Tu sei tutto matto
- Si, sono pazzo di te, voglio te, solo te
- Non scherzare con me, mi hai spezzato il
cuore Cullen e non si è più aggiustato
- Non sono mai stato più serio in vita mia
Le do un bacio casto sulle labbra
appoggiandomi piano ma non mi respinge, sentiamo entrambi la scossa elettrica
che ci percorre, come un tempo, come la prima volta. Intorno a noi scatta un
applauso e quando ci guardiamo attorno abbiamo un notevole pubblico.
Da quel giorno non ci siamo più
lasciati.
Ha lavorato a Parigi per 6 mesi poi è
tornata a New York. Ci sentivamo via skype e telefono ogni giorno, per ore.
Quando è tornata, le ho chiesto di sposarmi al ristorante francese dove abbiamo
cenato quella sera e questa volta la bottiglia da 800,00 dollari l’ho presa e
vaffanculo!
Ci siamo sposati alla vigilia di Natale
Il destino ha voluto, o lo ha sempre
saputo, che nascesse una bambina per prima, la nostra Elisabeth. E due anni fa
è nato il maschietto Tyler.
Io dirigo sempre la mia società ma
lavoro anche da casa. Ho assoldato degli ottimi assistenti che mi danno una
mano. Isabella ha un suo studio legale. Da assistenza gratuita ma è diventata
anche uno dei maggiori difensori di New York. Ha chi lavora per lei e così può
dedicare tempo alla famiglia ed al volontariato.
Tutto ha trovato il suo posto nel
nostro mondo.
Siamo Edward e Bella e questa è la
nostra vita.
O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O.O
Una carezza sulla guancia mi sveglia …
nell’ attesa e nel ricordo mi ero appisolato al calore del camino acceso.
- ciao papà
- ciao principessa
- stavi sognando?
- si piccola
- cosa?
- noi
- tutti noi?
- si … tutta la nostra famiglia
- foooorte… suoniamo per mamma? Ti va?
- Certo
Mentre
mi rialzo dal divano, due labbra morbide mi baciano e mi svegliano del tutto.
- Buon Natale Edward
- Buon Natale Bella
Fine.








