martedì 29 gennaio 2013

- CAPITOLO 6 -

ECCOMI.
SCUSATE MA MI MANCAVA ANCHE L'INFLUENZA A TITOLO 'FAMILIARE'.
QUESTO E' IL CAPITOLO CHE MI PIACE DI PIU', SARA' CHE SONO UNA INGUARIBILE ROMANTICA

BACI, SPERO VI PIACCIA!
 
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Non so come, ma mi ritrovo ad un centro commerciale di periferia a far compere “scadenti”, naturalmente. I bambini si lamentano, la gente è maleducata e c’è troppa folla, non ce la faccio più.

 

-   Dobbiamo girare ancora per molto, Bella?

-   A Lizzy servono le scarpe nuove

-   È da tre ore che giriamo

-   Senti Edward, io vado coi piccoli al reparto bimbi, tu fatti un giro

-   Bene

-   Bene, a dopo

 

Gironzolo per il reparto uomo. Vedo un bel negozio di sartoria.

Entro.

Un abito grigio scuro attira la mia attenzione

 

-   Le starebbe molto bene, ha un bel fisico e le cadrebbe a pennello, lo vuole provare? – il commesso si avvicina e mi porge la giacca –

-   Si volentieri.
 

Mi ritrovo davanti allo specchio; eccomi, questo sono io. Provo tutto l’abito, compresa la cravatta

 

Mentre do indicazioni varie sulle modifiche all’abito, torna Isabella.

 

-   Stai molto bene, sembri un direttore di banca

-   Esatto, mi sento a mio agio … lo prendo

 

Bella guarda il cartellino

-   2.500,00 dollari, si come no… andiamo dai!

-   Lei ha avuto le sue scarpette!!

-   Edward! non essere infantile, sei ammattito? Dove li prendiamo, ah! si certo, prendiamoli dal fondo universitario dei tuoi figli

-   Non farmi rispondere a questa provocazione Bella …

-   Ti aspetto in auto

 

Rimango piantanato li come un coglione.

Il commesso , educatamente, si era allontanato.

Mi guardo allo specchio per l’ ultima volta e con dispiacere mi rimetto il mio jeans e camicia ed esco.


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Raggiungo Isabella al parcheggio.

 

Silenzio mentre torniamo a casa.

I bambini dormono.

 

-   Non pensi mai a come sarebbe stato se avessimo avuto una vita più agevolata, se avessimo fatto scelte diverse ? – mi guarda un attimo sorpresa –

-   Ma cos’è questa fissa per i soldi, Edward, non ne avevi mai fatto una cosa così pesante fino a qualche giorno fa, cos’è che ha cambiato le cose mh?

-   Perché così? Perché non viviamo in città, tu non lavori in uno studio legale importante e io non ho una società da dirigere eh? Perché? – lei si volta dietro e guarda Lizzy e poi Tyler –

-   Ecco perché … loro sono la mia vita, lo abbiamo scelto insieme. Tu volevi partire per Londra ma se lo avessi fatto ci saremmo dovuti lasciare. Io ti ho guardato dritto negli occhi, nei tuoi splendidi occhi verdi e sinceri, e ti ho detto che ti amavo e a te non è servito altro. Abbiamo fatto l’amore all’istante e … insomma sono rimasta incinta di Lizzy. Ci siamo sposati giovani ma laureati, e tu mi avevi giurato che mi avresti dato la vita che desideravo, ed eccoci qui Edward, io sono felice e soddisfatta, dei soldi non mi importa, ho te, ho loro, non mi interessa altro

-   Davvero?

-   Davvero si, sei pentito? – vorrei dire di si ma più la guardo e più penso che abbia veramente ragione –

-   No … no, Bella

 

Mi sorride sollevata e appoggia la testa alla mia spalla, le bacio i capelli e guido fino a casa.

 

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Ho appena fatto la doccia.

Bella dormiva ancora, io invece non ho dormito affatto.

 

<<E poi devo assolutamente mettere delle persiane più scure in questa cas… aspetta! Che sto pensando, mica ci vivo qui io e … cazzo, che situazione>>

 

Nel frattempo che mi autoinfliggo questi pensieri e lotto come ogni mattina con il mio amichetto insoddisfatto che non ne vuol sapere di stare nei boxer, esco dal bagno e vengo letteralmente assalito da Bella in un abbraccio spassionato e …

 

-   AUGURI AMORE MIO!! – porgendomi una grossa scatola regalo – BUON ANNIVERSARIO!!!

 

<<MERDA!>>

 

 

-   Oohh…gr…grazie Bella – apro la scatola ed è un vestito grigio con camicia e cravatta abbinata –

-   Lo so! Non è quello bello che hai provato al negozio ma l’ho trovato in un outlet e insomma sapevo che ti faceva voglia e così … iiiiiiiii te l’ho preso, ti piace?!?! Ahuaha!! – ed ora chiude gli occhi e mi porge le sue piccole mani, protese verso di me, vuole il suo regalo, credo, cosa che non ho e CAZZO chi sapeva che oggi era il mio anniversario

 

<<CAZZO! CAZZO!>>

 

Mi spia da un occhio, visto che nulla di materiale giunge nelle sue mani e nemmeno sonoro dalla mia bocca. La delusione prende il posto al sorriso smagliante di due secondi fa.

 

<<bravo stronzo>>

 

-   Bella … aaah… scusami io … io non … ascolta, vado in città e ti prendo qualcosa … io …

-   Hai dimenticato il nostro anniversario?? – lo sento a malapena -  tu … tu hai … - scappa in bagno e la sento piangere. Attendo un po’ ma non esce. Busso ma non mi risponde

 

<<e bravo Cullen … l’hai delusa di nuovo … MERDA!>>

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Mi arrendo e scendo in cucina.

Lizzy mi sta aspettando per il suo latte e cioccolato

 

-   Hai fatto piangere mamma, non va afffffattttto bene sai?

-   Tieni… bevi e non dirmelo, lo so – sono altamente frustrato, non voglio far soffrire mia mogl… Isabella!



-   Ogni anno fai qualcosa di speciale per lei

-   Davvero? Per esempio?

-   L’anno scorso hai comprato una stella e le hai dato il suo nome

-   Davvero? Che stupidaggine

-   A lei è piaciuto da matti

-   Sul serio?

-   Si … fai sempre qualcosa di romantico e speciale e NON.TE.LO.SEI.MAI.DIMENTICATO.FINO.AD.OGGI!

-   Caz… cavoli!

-   Già … pensa a qualcosa su?

-   Già! devo rimediare … mmmmm  vediamo, un paio di orecchini?

-   Mmmmm ti pare che a mamma frega dei gioielli? Dai, puoi far di meglio

-   Hai ragione… mmmmm allora, l’ho mai portata a cena fuori?

-   Si, ma dipende “dove”!

-   L’ho mai portata in città? In centro a NY?

-   Ecco! cominciamo a ragionare

-   Bene! La porterò al ristorante francese

-   Perfetto, mamma ama NY ma costa troppo e …

-   Certo! Ma stasera non badiamo a spese, la voglio felice

-   Bravo papà!

-   Grazie principessa!

 

 Le si allarga un sorriso che mi entra dentro nell’anima (ho un’anima? non lo sapevo) e la bacio in fronte.

 

-   Papà?

-   Si? – comincia a piacermi sentirmi chiamare così da questo specie di folletto che mi somiglia da matti –

-   Stai tornando tra noi?

-   Può darsi

 

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Siamo a NY City … Isabella è radiosa, bellissima, elegante al punto giusto… insomma è Bella e basta!



Raggiungiamo il ristorante francese, è molto raffinato, lo conosco bene ma per Isabella lo voglio fare anche se ora non potremmo permettercelo. Voglio farla felice e farmi perdonare.

 

Ci accomodiamo, lei si guarda intorno curiosa come una bambina. Appena apre il menù però sbatte gli occhi

 

-   Edward… hanno prezzi stratosferici

-   Shhhh… non ti preoccupare, questa sera voglio tutto per te

-   Ma …

-   Niente ma…

 

Arriva il cameriere e io vado sul sicuro su cosa ordinare. Bella mi guarda incuriosita e divertita per il mio “francese”, è piacevolmente colpita.

Ordino anche il vino. D’istinto punto su un gran vino d’ annata ma Isabella mi riporta alla realtà …

 

-   È un vino da 800 dollari la bottiglia

 

Io allora mi correggo sdrammatizzando

 

-   Il vostro ottimo vino della casa, grazie!

 

Il cameriere si ritira sorridendo, tanto avevo fatto colpo nella scelta dei piatti. Poco male.

 

-   Da quando sai parlare francese?

-   Sono molte le cose che non conosci di me, bambina

-   Sul serio? Credevo di aver già scoperto tutto il possibile dopo tutti questi anni insieme

-   Magari ti sbagli

-   Magari …

 

La guardo intensamente e lei arrossisce. Il viso le si colora di un rosa acceso, è così sexy e dolce che me la mangerei.

 

-   Sei bellissima

-   Anche tu amore mio, sembri un attore di Hollywood

-   Cin cin

-   Cin cin!

-   Dai balliamo

-   COSA?! No! Edward, ti prego, lo sai che odio ballare e qui non balla nessuno e non c’è posto per farlo e …

-   Vieni e zitta.

 

L’attiro a me, la sollevo quel poco da condurre il ballo senza che lei cada in imbarazzo. Me la coccolo, la bacio nei capelli, la cullo, sento il suo cuore impazzire ed accelerare … o è il mio?

Sorrido tra me e me.

 

-   Che c’è? Sono ridicola?

-   No, tu sei perfetta, rido di me

-   Di te?

-   Si… aaaahh lascia stare

 

Le do un bacio veloce a fior di labbra. Ci stanno guardando tutti ma è come fossimo soli.



-   Mi perdoni Bella?

-   Cosa?

-   Mi perdoni per essermi scordato di noi oggi?

-   Ci sto pensando … - la pizzico leggero al fianco e lei mi picchia di rimando alla spalla – hey! L’hai fatta grossa stavolta, non era mai capitato, mi stai preoccupando ultimamente

-   Bhè… questo è solo l’inizio, piccola

-   Cos’hai in serbo per noi?

-   Lo vedrai!

 

Finiamo di gustarci la cena. Non ho mai mangiato così tranquillamente e bene in compagnia di qualcuno.

 

Lasciamo la sala, pago e saliamo all ‘Hotel.

 

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-   Ecco… tieni gli occhi chiusi ancora un po’ …

-   Dai Edward, potrei cadere

-   Shhhh… eeeeeeecco, APRI!

 

Entriamo alla suite dell’albergo sopra il ristorante. Rimane a bocca aperta e si guarda attorno come fosse in un sogno

 

-   Edward … è splendida ma

-   Ah ah ah!! Niente “ma” stasera

-   Wow … wowoowoww

 

Toglie le scarpe alza il vestito e mi salta in braccio di colpo



-   Grazie Grazie Grazie!! È sempre stato un mio sogno e tu hai realizzato anche questo

-   Tutto per la mia principessa

-   Oh Edward …

 

E tutto di me freme appena sento quel “oh Edward”.

Ci baciamo molto allungo.

Mi bacia sulla bocca, sul naso, sulla mascella, sul mento e poi torna alle mie labbra, mi morsica il labbro inferiore e poi lo lecca e assapora.

Mi butto sul letto con lei addosso e ridiamo, era una vita che non ridevo e mi divertivo così e con lei è tutto naturale.

 

-   Ti amo come il primo giorno Isabella Marie Swan

-   Edward… ecco cosa mi piace sentirmi dire … ti amo anch’io … da morire!

 

Le sciolgo i capelli e le accarezzo il viso. Le asciugo una lacrima dalla guancia che le è sfuggita da quelle due pozze chiare e lucide.

E’ commossa e credo di esserlo anch’io.

 

-   Fai l’amore con me, Edward Cullen … ti prego

-   Tu non devi pregarmi Bella … mai

-   Amami come se domani non potessi più farlo

-   Lo sto già facendo …

 

La spoglio dell’abito scuro. Indossa biancheria di raso, niente di eccessivo ma molto sensuale. La sua pelle bianca come porcellana, morbida come crema di latte, senza difetti anche dopo due gravidanze. La guardo e la sto già amando solo con gli occhi. Il suo corpo si ricopre di brividi.

Mi tolgo giacca, camicia e pantaloni, lei mi guarda con occhi che chiedono, che vogliono.

 

Lascio che finisca di spogliarmi lei. Mi sfila la maglietta e i boxer.

Quando lo fa le manca il fiato e le tremano le mani.

 

-   Sei bellissimo… sei sempre stato bellissimo

-   Mai quanto te … mai quanto te – la bacio d’improvviso, l’assaporo a fondo –

 

Le tolgo il reggiseno e le mutandine e … cazzo è una meraviglia della natura.

 

-   Dio Isabella! non so quanto resisterò, sei così …

-   Tua… sono tua Edward, tua per sempre



Scivolo dentro di lei piano. Assaporo e godo di ogni centimetro che conquisto nel suo corpo. Non ricordavo che fosse così maledettamente fatta apposta per me. Ci incastriamo alla perfezione. Sto talmente bene e mi scoppia il cuore.

 

-   DIOMIO… - lo diciamo all’unisono -

 

Lei è estasi pura. Mi muovo piano come se avessi paura che tutto questo svanisse e ho la strana sensazione che tutto ciò accadrà.


La guardo mentre faccio l’amore con lei. Ha gli occhi chiusi, affondo in Isabella come fosse un oggetto prezioso e delicato.

Mi era mancato tutto questo e non ho idea di come abbia fatto a non volerlo ogni giorno. Sono diventato un cinico stronzo egoista ed ora riconosco che ho sbagliato tutto quello stramaledetto giorno che ho messo piede sull’aereo per Londra.

 

Aumento leggermente il ritmo e lei apre gli occhi, mi guarda, sorride e leggeri gemiti escono dalla sua morbida bocca

 

-   Lasciati andare … piccola … qui non ti … sente nessuno … tranne me … … … tranne me

 
Non se lo fa ripetere due volte. Finalmente è rilassata e lascia uscire tutto il suo piacere. Muove il bacino insieme a me e in un attimo me la ritrovo sopra ai miei fianchi in tutto il suo splendore.

Le prendo la nuca e mi avvicino a lei. Siamo completamente fusi, uniti, siamo nati per stare l’uno nell’altro. Un unico flusso di energia dal mio al suo corpo.

Comincia a muoversi velocemente, le prendo i fianchi, le bacio i capezzoli protesi verso di me ed invitanti. Succhio prima delicato poi più intenso e lei grida.

 

-   Bella … Bella … Bella …

-   Edward … si Edward … aaahhhh!!!

 

Raggiunge il paradiso e io la seguo, sprofondo nel suo petto caldo e sudato e l’abbraccio forte mentre mi svuoto in lei senza fiato.

 

<< cazzo è stato bellissimo! >>

 

Riapriamo gli occhi. Siamo fronte contro fronte. I nostri respiri che si confondono l’uno nell’altro.

 

-   Edward … è stato …

-   Shhhhhh … - la bacio ancora, voglio sentire solo lei, sentirla attorno a me – ti prometto che sarà sempre così d’ora in poi

-   Si, Edward

 

Inizia a dondolare su di me mentre risponde ai miei baci e inizio di nuovo a riempirla di me e rifacciamo l’amore.

 

Al mattino mi sveglio e Bella non c’è nel letto. Mi alzo d’impulso e mi guardo attorno. La stanza è quella lussuosa dell’albergo in cui eravamo ieri sera ma lei non c’è.

Inizio a girare per la stanza, nudo. Mi batte il cuore a mille. Poi sento una voce dalla stanza da bagno.

Mi accosto alla porta.

Isabella è nella doccia.

 

<< Cazzo, mi è preso un colpo, credevo di essere tornato alla mia vita.

Ma forse è questa la mia vita, magari era l’altro l’incubo in cui mi ero ritrovato. Ricco si, ma schifosamente solo e privo d’anima. >>

 

-   Hai intenzione di startene lì impalato ancora per molto? – Bella mi sta squadrando da capo a piedi, e quando risale dai piedi verso l’alto… insomma so bene dove si fermano i suoi occhi. Si morde il labbro inferiore –

-   Direi di no, principessa – mi avvicino a lei e mentre lo faccio gioco un po’. Mi tocco la mia erezione già vigorosa appena lei mi ha riportato al presente e l’ho vista bagnata nella doccia, come quell’altra mattina ma ora … ora è diverso.

-   Edward tu ti stai … tu … - le mancano le parole ma credo le piaccia e continuo e nemmeno se ne accorge che anche lei di rimando si sta toccando da sola.

-   Lascia fare a me …

 

Sono davanti a lei, la spingo nella doccia ma lascio l’anta aperta, voglio spazio.

Mi inginocchio, le alzo una gamba e la metto sulla mia spalla e finalmente l’ assaggio anche lì… gusto il suo sapore, le tremano già le gambe.

Gioco con il suo clitoride, bacio la sua intimità come fosse la sua bocca.

 

-   Preparati piccola perché sarà una lunga doccia

-   Mio dio Edward si… la voglio lunghissima

 

Appena sento che è vicina all’orgasmo mi alzo e la penetro appoggiandola alla parete della doccia.

Viene e continuo a prolungare il suo piacere sfiorandole anche l’altro ingresso, e le piace e quindi continuo in questa dolce tortura finché non la sento di nuovo contrarsi.

E vengo in lei di nuovo … e ancora.

 

E ancora sul salottino

… e sul tavolo dell’ingresso appena prima di lasciare la suite e tornare a casa.